Volume 13. Stampati - Varie pag. 219

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I tre Mesi di Maggio

Giorno settimo

S. Ubbidienza, quante sono state le tentazioni che hanno dovuto superare per eseguire la S. Ubbidienza, quanti sono stati i sagrifizi che hanno dovuto fare per la S. Ubbidienza, e nel cibo, e nella bevanda, e nel riposo, e nel vestiario, e nell'ufficio, nel conversare e nel non conversare, parlare, e nel non parlare, ascoltare, e / {33} nel non ascoltare le persone del secolo: e tutto ciò non per un ora, non per un giorno, non per una settimana, né per un mese, mà per più e più anni, chi per dieci anni, chi per venti trenta, quaranta e più anni; v'è ancora chi ha operato così fin per cento anni, ed un esempio ne hai nel diletto servo del mio Figliuolo Romualdo (1), che abbracciò la vita monastica nella età di circa venti anni, e vi morì di centoventi.
2. Dimmi o anima religiosa nello stato Monastico in cui ti trovi chi t'impedisce di aspirare efficacemente alla santità di quelle beate Anime, che a tanti, e ineffabili gradi di gloria sono innalzate nel Regno di Dio coll'esercizio della S. Ubbidienza, che il mio Figliuolo è venuto ad insegnare, e a praticare sino alla morte di Croce (b1) per distruggere gli effetti, e l'obbrobrio della mai sempre riprovevole disubbidienza di Adamo? Lo sò: sino al presente te lo ha impedito in parte la tua stessa volontà! E dimmi, o anima religiosa, e tu sarai così crudele contro te stessa di volere

Note


1) V. su di lui Bibliotheca Sanctorum, vol. XI, coll. 365-384.