Volume 8. Manuali della Regola - 1846, 1847, 1849 pag. 236

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2. Manuale della Regola, 1847

Capitolo 5: Regolamento per l'avvertimento dei difetti

Capo 5º (1)

Regolamento per l'avvertimento dei difetti.

L'avvertimento dei difetti in parte è basato sul Precetto della correzione fraterna: [su] di usi in

Note


1) Il capo 5º, scritto dal solito amanuense, appare quasi completamente rifatto da Ghirelli. Per questa ragione offriamo nel testo la stesura definitiva e in nota quella originaria, completamente.

Capo 5º

Dell'avvertimento dei Difetti.

1. Entrati tutti nell'Oratorio privato chi presiede dirà Veni Sancte Spiritus etc. Emitte Spiritum tuum etc. Et renovabis etc. Dominus vobiscum etc. Et cum etc. Oremus Deus qui corda Fidelium etc.
/ [65] Deus qui superbis resistis, et gratiam praestas etc. Omnipotens, et mitissime Deus etc. Quindi quei che sono nel Noviziato [I Novizi; correz. del Pallotti] faranno l'avvertimento dei difetti l'uno all'altro [il Pallotti prosegue presso il Maestro nella Cappella del Noviziato, ma i Fratelli Coadjutori l'uno all'altro, i Cherici l'uno all'altro]. 2. I Fratelli Coadjutori [il Pallotti aggiunge e corregge in Communità faranno l'avvertimento dei difetti l'uno all'altro] pure l'uno [all'] altro, i Chierici Studenti pure a vicenda, e così i Sacerdoti. 3. Nel luogo in cui si fa l'avvertimento sarà presente il solo Rettore, e quei soli che debbono farlo a vicenda: i primi sono quei che stanno nel Noviziato, quindi i Fratelli Coadjutori, poi i Chierici Studenti, e finalmente i Sacerdoti. 4. I difetti che si avvertono sono solamente difetti di Regola. 5. Per fare l'avvertimento dei difetti ciascuno dirà: Io che non conosco le mie gravi mancanze, debbo però confessare che avendo io conosciuto nel mio Fratello N.N. il difetto A, è un segno che in me ve ne sono dei maggiori, e più perniciosi, pregate per me, onde mi emendi di ogni mia mancanza, e si ritirerà a recitare in silenzio un Pater, Ave, e Gloria per il Fratello avvertito. 6. Colui che sarà avvertito appena sentirà il suo nome si metterà in ginocchio con grande umiltà e ricordando che S. Paolo godeva perchè conosceva le sue infermità poichè una tale cognizione gli era giovevole per vieppiù umiliarsi, onde essere sempre più ripieno della virtù di Gesù Cristo, egli stesso deve godere, poichè per tale avvertimento potrà più facilmente disporsi ad imitare l'Apostolo S. Paolo. 7. Ascolterà con gusto spirituale ciò che gli verrà detto dal Rettore, e si raccomanderà alle Orazioni / [66] di tutti dicendo di cuore, e con gran sentimento: Vi prego della carità delle vostre Orazioni affinchè mi emendi. 8. All'avvertimento dei difetti niuno si scuserà presenti gli astanti; se però fosse necessaria una giustificazione, si potrà fare privatamente presso del Rettore; e ciò essendo Regola generale per tutti, sebbene per equivoco possono essere avvertiti senza colpa, pure niuno rimane pregiudicato nella stima, poichè si sà, che niuno si può iscusare. 9. Terminato l'avvertimento dei difetti, tutti si troveranno in un luogo contiguo all'Oratorio privato, [Ghirelli aggiunge nel quale entrati] e tutti genuflessi, il Rettore dirà. . Hoc est praeceptu (!) meum . Ut diligatis invicem sicut dilexi vos. . Alter alterius onere (!) portate . Et sic adimplebitur legem Cristi (!) . Oremus. Spiritum nobis Domine tuae caritatis infunde, ut quos uno pane coelesti nutrire digneris (!) , et in eadem facis habitare domo, tua quoque facias pietate concordes. Per Cristum Dominum Nostrum. Amen. . Iesus Cristus Dominus noster faciat nos unanimes in caritate perfecta . Nunc et semper, et in secula (!) seculorum. Amen.